Definito dal New York Times «un artista dalla suprema maestria tecnica, abbagliante e affascinante con il suo suono altamente colto», Alberto Nosè è uno dei pianisti italiani più premiati della sua generazione. La sua attività si sviluppa oggi tra concertismo internazionale, registrazioni, insegnamento, masterclass e partecipazione alle giurie dei maggiori concorsi pianistici, affiancando alla carriera di interprete la progettazione di nuovi percorsi artistici e formativi.
La sua esperienza sulla scena internazionale comincia molto presto. A undici anni vince il Primo Premio al Concorso Internazionale Jugend für Mozart di Salisburgo, riconoscimento che gli permette di intraprendere la sua prima tournée in Italia, Austria e Francia. Negli anni successivi il confronto con i grandi concorsi pianistici internazionali diventa una componente decisiva del suo percorso artistico.
Nel 1998 vince all’unanimità il Premio Venezia; nel 1999 ottiene il Secondo Premio con particolare distinzione al Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni di Bolzano. Nel 2000 conquista il Quinto Premio al XIV Concorso Pianistico Internazionale Fryderyk Chopin di Varsavia e il Primo Premio al Vendôme Prize di Parigi. Seguono il Primo Premio al Maj Lind International Piano Competition di Helsinki e il Secondo Premio alla World Piano Competition di Londra nel 2002, il Secondo Premio al Long-Thibaud di Parigi nel 2004 e, nel 2005, il Primo Premio, la Medaglia d’Oro e il Premio del Pubblico al Paloma O’Shea International Piano Competition di Santander. Negli anni successivi ottiene inoltre il Primo Premio al Top of the World International Piano Competition di Tromsø, alle Concert Artists Auditions di New York e al World Piano Masters di Montecarlo.
Questi riconoscimenti aprono una carriera concertistica che lo porta in Europa, Asia e America. Si esibisce alla Carnegie Hall di New York, alla Wigmore Hall, Queen Elizabeth Hall e Royal Festival Hall di Londra, al Southbank Centre, alla Konzerthaus di Berlino, al Théâtre du Châtelet e alla Salle Pleyel di Parigi, al Mozarteum di Salisburgo, alla Suntory Hall di Tokyo, alla Finlandia Hall di Helsinki, alla Filharmonia Narodowa di Varsavia, alla Benaroya Hall di Seattle, all’Auditorio Nacional di Madrid, alla Hong Kong City Hall, al Palacio de Bellas Artes di Città del Messico, al Teatro Colón di Buenos Aires, oltre che in Italia al Teatro La Fenice di Venezia, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, al Teatro Filarmonico di Verona e in numerosi festival e istituzioni concertistiche.
Come solista collabora con orchestre quali London Philharmonic Orchestra, English Chamber Orchestra, Orchestre Philharmonique de Radio France, Finnish Radio Symphony Orchestra, Warsaw Philharmonic, New Japan Philharmonic, RTVE Symphony Orchestra di Madrid, Orquesta Sinfónica de Galicia, Orquesta Sinfónica de Tenerife, Württembergisches Staatsorchester Stuttgart, Norwegian Radio Orchestra, Orchestra della Fondazione Arena di Verona, Orchestra di Padova e del Veneto e Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, lavorando con direttori fra cui Manfred Honeck, Jesús López-Cobos, Hannu Lintu, Alain Lombard, James Judd, Enrique Mazzola, Ion Marin e Thomas Søndergård.
Accanto all’attività solistica ha sempre coltivato la musica da camera, collaborando, tra gli altri, con Rocco Filippini, il Quartetto Ysaÿe e il Quartetto di Venezia. Dal 2014 forma con la pianista Valentina Fornari l’Amadeus Piano Duo, nato dall’incontro delle rispettive esperienze solistiche e dedicato al repertorio per pianoforte a quattro mani e due pianoforti. Il duo affianca al grande repertorio classico la ricerca su trascrizioni, rarità e progetti interdisciplinari. Tra i lavori più significativi figura The Planets di Gustav Holst nella versione originale per due pianoforti: registrato discograficamente, il progetto è stato successivamente sviluppato anche in forma concertistica e divulgativa, ampliando il rapporto tra musica, immagine e racconto scientifico.
Negli ultimi anni Nosè ha continuato parallelamente a sviluppare il grande repertorio solistico. Nel 2024 è tornato a New York con un recital interamente dedicato a Chopin, costruito intorno all’esecuzione delle quattro Ballate, affiancate da Mazurche e Notturni. Nel 2025, in occasione del Jeune Chopin International Piano Competition, ha inoltre partecipato al concerto inaugurale insieme a musicisti quali Martha Argerich, Mischa Maisky, Martín García García e Cédric Pescia, confermando la continuità di un’attività artistica che accompagna costantemente quella didattica e di giurato.
Un ruolo centrale nella sua ricerca è occupato dalla discografia. Il suo album di debutto, realizzato per Piano – Le Magazine e dedicato a musiche di Brahms, Chopin, Liszt e Prokofiev, ha ricevuto riconoscimenti internazionali quali il CHOC du Monde de la Musique e La Clef ResMusica. L’incisione delle Sonate per tastiera di Johann Christian Bach, eseguite al pianoforte moderno e pubblicate da Naxos, ha ottenuto un’ampia diffusione radiofonica internazionale attraverso emittenti quali Radio France, BBC Radio 3, Radio Netherlands, Radio New Zealand e ABC Classic FM. Il successivo album dedicato agli Studi Sinfonici di Schumann e a Romeo e Giulietta di Prokofiev, pubblicato da Harmonia Mundi, ha ricevuto il Diapason d’Or. Altri suoi progetti discografici sono stati segnalati con riconoscimenti della critica tra cui il Coup de cœur Fnac.
Nel 2019 questa esperienza confluisce nella fondazione di Amadeus Sound Project, etichetta discografica indipendente della quale Alberto Nosè è fondatore, direttore artistico e produttore. Il progetto nasce dalla volontà di poter concepire e sviluppare le registrazioni come parte integrante della ricerca interpretativa, senza separare l’esecuzione dalla progettazione artistica e dalla produzione.
Il catalogo di Amadeus Sound Project riflette volutamente questa apertura. Accanto al repertorio classico e ai progetti dell’Amadeus Piano Duo trovano spazio produzioni dedicate a linguaggi pianistici contemporanei, tra cui Yann Tiersen – Piano Works e Max Richter – Piano Works, oltre a nuovi progetti solistici e monografici. L’etichetta ha inoltre pubblicato The Art of Amadeus Piano Duo, con musiche di Gouvy, Schubert, Ravel e Kapustin, e una vasta serie discografica dedicata all’opera pianistica di Remo Vinciguerra, nata anche come omaggio al desiderio espresso dallo stesso compositore di vedere il proprio repertorio raccolto, valorizzato e trasmesso alle nuove generazioni.
Amadeus Sound Project è divenuto così non soltanto uno strumento editoriale, ma un laboratorio nel quale repertorio, interpretazione, registrazione e produzione vengono concepiti all’interno di un’unica visione artistica.
La formazione musicale di Alberto Nosè è iniziata al Conservatorio “E. F. Dall’Abaco” di Verona, dove si è diplomato a diciassette anni con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore sotto la guida di Laura Palmieri. Dal 1997 ha proseguito gli studi presso l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, lavorando con Franco Scala, Boris Petrushansky e Leonid Margarius e conseguendo il Piano Master nel 2005. Nel corso della propria formazione ha inoltre avuto modo di approfondire il repertorio e l’interpretazione attraverso incontri e masterclass con musicisti quali Maurizio Pollini, Murray Perahia, Andrzej Jasiński, Paul Badura-Skoda, Michel Béroff, Alexander Lonquich, Arie Vardi, Fou Ts’ong e Karl-Heinz Kämmerling.
L’insegnamento è progressivamente diventato una componente fondamentale della sua attività. Invitato a tenere masterclass in Europa, negli Stati Uniti e in Asia, ha svolto attività didattica come ospite presso istituzioni quali il Conservatorio di Ginevra, la Sibelius Academy di Helsinki e il Mannes College of Music di New York. Dal 2022 è professore di Pianoforte presso il Conservatorio “E. F. Dall’Abaco” di Verona, tornando così come docente nell’istituzione in cui aveva iniziato la propria formazione.
È inoltre socio fondatore e docente di Accademia Amadeus, realtà nella quale ha progressivamente concentrato una parte importante della propria attività di alta formazione. Qui sviluppa percorsi rivolti a studenti, giovani pianisti e professionisti italiani e internazionali che desiderano affrontare un lavoro individuale e approfondito sul repertorio, sulla tecnica, sull’interpretazione e sulla preparazione alla professione musicale.
Da questa esperienza nasce MTPM – Meet The Piano Master, progetto personale di perfezionamento pianistico costruito attorno alle esigenze del singolo interprete. MTPM non propone un percorso didattico standardizzato, ma formule differenti – dal lavoro continuativo agli incontri intensivi, dai weekend di perfezionamento alla modalità online – con un’attenzione particolare a tecnica, interpretazione, stile, ricerca del suono, costruzione del programma e preparazione a recital, concorsi, audizioni, esami e registrazioni professionali. Al centro rimane sempre il rapporto tra il pianista, il repertorio e la costruzione di una propria identità artistica.
A questo percorso si affianca MTPM Talks, progetto dedicato alla riflessione sulla musica, sul pianoforte, sull’interpretazione e sul mestiere del musicista. Non una serie di lezioni tecniche o tutorial, ma uno spazio nato dall’esperienza accumulata in decenni trascorsi tra palcoscenico, concorsi, insegnamento, masterclass e giurie. MTPM Talks affronta temi quali la costruzione di un’interpretazione, il rapporto tra talento e lavoro, la memoria, la libertà artistica, la preparazione mentale, il giudizio musicale e i meccanismi psicologici della performance, cercando di riportare al centro le domande che accompagnano concretamente la vita di un musicista.
La lunga esperienza nei concorsi internazionali, prima come concorrente e successivamente come interprete e docente, lo ha portato ad essere regolarmente invitato anche come membro di giuria. Ha partecipato a giurie e commissioni di concorsi in Europa, Asia e America, tra cui il Paderewski International Piano Competition, Ljubljana Festival International Piano Competition, Béla Bartók Piano Competition e numerose altre competizioni internazionali.
Un rapporto particolare lo lega al Concorso Pianistico Internazionale Fryderyk Chopin di Varsavia. Dopo il Quinto Premio ottenuto nel 2000, dal 2010 è regolarmente coinvolto nelle preselezioni del concorso, tornando periodicamente a Varsavia nella veste di giurato. Nell’edizione 2025 ha condiviso la commissione delle preselezioni con pianisti quali Piotr Paleczny, Nikolai Demidenko, Kevin Kenner, Ewa Pobłocka, Katarzyna Popowa-Zydroń, Krzysztof Jabłoński, Marc Laforêt, Ludmil Angelov e Wojciech Świtała.
Sempre nel 2025 è stato membro della giuria del Jeune Chopin International Piano Competition, insieme a Martha Argerich, Martín García García, Cédric Pescia e Magdalena Hirsz. La partecipazione a queste giurie rappresenta per Nosè una naturale prosecuzione della propria esperienza nei concorsi: il passaggio dalla posizione di giovane interprete sottoposto al giudizio a quella di musicista chiamato a valutare e accompagnare le nuove generazioni.
È inoltre cofondatore dell’Amadeus Competition, concorso pianistico internazionale nato dall’esperienza sviluppata insieme a Valentina Fornari nell’ambito di Accademia Amadeus, con l’obiettivo di creare opportunità concrete di confronto e crescita per giovani pianisti.
Oggi l’attività di Alberto Nosè si muove quindi lungo direttrici strettamente collegate: concertismo, registrazione, alta formazione, masterclass, produzione artistica e giurie internazionali. Dimensioni diverse che non vengono concepite come attività separate, ma come parti di uno stesso percorso.
Al centro rimane il pianoforte e il rapporto con il repertorio: la ricerca di un suono personale, la conoscenza dello stile e della partitura, la consapevolezza tecnica e la libertà dell’interprete. È la stessa esperienza maturata sul palcoscenico che alimenta il lavoro con gli studenti; la stessa ricerca sviluppata in concerto che continua in studio di registrazione; lo stesso confronto vissuto nei grandi concorsi che oggi si trasforma nell’ascolto e nella valutazione delle nuove generazioni.
Per Alberto Nosè la musica rimane così un processo vivo, nel quale esperienza, conoscenza, ricerca e libertà artistica continuano a trasformarsi attraverso il rapporto con il repertorio, con il pubblico e con i musicisti di domani.