Da ottobre 2026, MTPM si arricchirà di un nuovo appuntamento su YouTube: MTPM Talks.
La rubrica si svilupperà indicativamente da ottobre a giugno, in stagioni annuali, con circa due appuntamenti al mese.
Sarà uno spazio dedicato al pianoforte e, più in generale, al mondo della musica: brevi incontri nei quali Alberto Nosè proporrà riflessioni, domande e approfondimenti nati dalla propria esperienza artistica, concertistica e didattica.
Interpretazione, studio, professione musicale, repertorio e vita dell’interprete saranno alcuni dei territori attraversati dalla serie, con uno sguardo aperto anche alle molte questioni che accompagnano il percorso di un musicista dentro e fuori dal palcoscenico.
Non vere e proprie lezioni, ma brevi lectio magistralis e occasioni di riflessione, pensate non tanto per offrire risposte definitive quanto per stimolare curiosità, confronto e nuovi punti di vista.
Nel corso delle stagioni potranno inoltre trovare spazio incontri e conversazioni con protagonisti del mondo pianistico e musicale.
Un nuovo capitolo del progetto MTPM, questa volta da seguire anche online.
A breve maggiori dettagli e info.
MTPM Talks nasce dal desiderio di creare uno spazio di riflessione dedicato alla musica, al pianoforte, all’interpretazione e al mestiere del musicista.
Non nasce dalla convinzione di avere verità definitive da comunicare, né dall’esigenza di aggiungere un’altra serie di lezioni o tutorial dedicati alla tecnica pianistica.
Esistono già moltissimi contenuti che spiegano come affrontare un passaggio, risolvere un problema tecnico, utilizzare il pedale o studiare una determinata composizione. Alcuni sono estremamente validi. MTPM Talks cerca di occupare uno spazio differente.
Dopo molti anni trascorsi tra concerti, insegnamento, concorsi, masterclass, giurie, studenti e colleghi, mi sono accorto che una parte importante dell’esperienza musicale difficilmente riesce a trovare posto in una lezione tradizionale.
Esistono domande che accompagnano costantemente la vita di un musicista, ma che raramente trovano il tempo e il luogo necessari per essere affrontate.
Che cosa rende convincente un’interpretazione?
Quanto conta il talento e quanto il lavoro?
Possiamo distinguere ciò che non ci piace da ciò che non possiede valore?
La perfezione tecnica è sempre un pregio?
Che cosa significa essere fedeli a una partitura?
Quanto possiamo essere liberi?
Come cambia il nostro giudizio quando conosciamo il nome dell’interprete?
Quanto siamo davvero autonomi nell’ascolto?
Sono questioni che emergono durante le lezioni, nei corridoi dei conservatori, dopo un concerto, all’interno di una giuria o nel confronto tra studenti, insegnanti e colleghi. Spesso vengono soltanto accennate, perché la vita professionale impone di passare immediatamente a un’altra urgenza.
MTPM Talks nasce per concedere a queste domande qualche minuto in più.
MTPM Talks non vuole essere un tribunale musicale, né una raccolta di sentenze.
Non intende stabilire una volta per tutte che cosa sia giusto, che cosa sia sbagliato, chi sia un grande interprete o quale sia l’unico modo legittimo di comprendere la musica.
Non propone formule per ottenere successo, segreti per diventare grandi pianisti o classifiche tra musicisti e interpretazioni.
La musica e l’interpretazione sono materie troppo complesse per essere ridotte a soluzioni semplici e universalmente applicabili.
L’obiettivo è più modesto, ma per me più autentico: creare uno spazio nel quale osservare il nostro rapporto con la musica, con lo studio, con il giudizio e con l’ascolto.
Non necessariamente per raggiungere una risposta definitiva, ma per formulare domande più precise e diventare, forse, musicisti e ascoltatori un po’ più consapevoli.
Le opinioni espresse nella serie nascono dalla mia esperienza personale e professionale. Sono quindi inevitabilmente parziali, discutibili e aperte al confronto.
Non rappresentano leggi universali e non pretendono di sostituire lo studio, la conoscenza delle fonti, l’insegnamento individuale o la libertà di ciascun musicista.
Credo che l’esperienza acquisti valore non quando viene presentata come autorità, ma quando viene messa a disposizione degli altri come occasione di confronto.
MTPM Talks parlerà di pianoforte, tecnica, suono, interpretazione e metodo di studio, ma soprattutto cercherà di riflettere su come pensiamo la musica.
Prima ancora di mettere le mani sulla tastiera, esiste infatti un testo da comprendere, un linguaggio da riconoscere, uno stile da conoscere e un’idea sonora da costruire.
Solo successivamente comincia il lavoro necessario per trasformare quell’idea in qualcosa che le mani possano realmente realizzare.
Suonare è un’attività concreta, fatta di note, ritmi, diteggiature, articolazioni, dinamiche, pedali e difficoltà tecniche. Tuttavia, a un certo punto, ci accorgiamo che tutto questo non basta.
Possiamo eseguire correttamente tutte le note e avere comunque la sensazione che manchi qualcosa.
È proprio da quel momento che cominciano alcune delle domande più interessanti.
Come nasce un suono?
Come si costruisce una frase?
Come si decide un tempo?
Quando una difficoltà è realmente tecnica e quando deriva invece dal fatto che non abbiamo ancora compreso ciò che desideriamo ottenere?
Che cosa rende una scelta necessaria e coerente?
Quando l’originalità nasce da un’autentica esigenza musicale e quando diventa soltanto volontà di distinguersi?
Perché un’esecuzione tecnicamente perfetta può lasciarci indifferenti, mentre un’altra, magari meno impeccabile, riesce a comunicarci qualcosa di essenziale?
La serie non sarà dedicata soltanto a ciò che accade davanti alla tastiera.
MTPM Talks cercherà di osservare il mestiere del musicista nella sua interezza.
Lo studio, la memoria, la concentrazione, la preparazione di un programma, il rapporto con il palcoscenico e la gestione dell’errore fanno parte dello stesso percorso.
A questi aspetti si aggiungono gli esami, le audizioni, i concorsi, le commissioni, la scelta del repertorio, le aspettative, i rifiuti, il confronto con gli altri e la costruzione della propria identità professionale.
Diventare musicisti non significa soltanto imparare a suonare sempre meglio.
Significa diventare progressivamente più consapevoli di ciò che facciamo, delle ragioni che guidano le nostre scelte e del rapporto che costruiamo, anno dopo anno, con la musica.
Ho scelto la forma del video perché permette un rapporto diretto e informale.
MTPM Talks non è concepito come una successione di conferenze accademiche o di lezioni sistematiche. Le puntate sono pensieri organizzati, nati dall’esperienza e rivolti ai pianisti, agli studenti, agli insegnanti, agli appassionati e a chiunque ritenga che la musica meriti di essere non soltanto eseguita, ma anche interrogata.
In futuro il progetto potrà diventare anche uno spazio di incontro con altri musicisti, interpreti e docenti.
L’obiettivo non sarà proporre interviste generiche o ripetere sempre le stesse domande, ma mettere a confronto esperienze, percorsi e modi differenti di vivere la musica.
Alcune puntate nasceranno da una partitura.
Altre da una lezione, da un concerto, da un concorso, da una conversazione o da una domanda proposta da chi segue la serie.
MTPM Talks non nasce però per alimentare una presenza costante sui social o per produrre contenuti a qualunque costo.
Ogni puntata dovrebbe esistere soltanto quando c’è una domanda che merita realmente di essere affrontata.
La serie continuerà finché sentirò di avere argomenti sinceri da condividere, evitando per quanto possibile ripetizioni, provocazioni costruite e opinioni formulate soltanto per attirare l’attenzione.
Quando non ci sarà più nulla di realmente necessario da dire, sarà più corretto fermarsi che continuare per abitudine.
In fondo, MTPM Talks nasce da una convinzione molto semplice: l’esperienza acquista valore quando non viene utilizzata per chiudere una discussione, ma per aprirne una.
Non ho creato questo progetto perché penso di avere tutte le risposte.
L’ho creato perché, dopo molti anni vissuti nella musica, continuo ad avere molte domande.
Alberto Nosè