RASSEGNA STAMPA
Alberto Nosè, il suono delicato del pianoforte
L’artista veronese coglie al meglio l’essenza dei brani

Non si ricordavano incisioni, in commercio, delle sei Sonate op. 17 di Johann Christian Bach per pianoforte. L’ultima risaliva a più di 25 anni fa per conto di una casa discografica tedesca. Il pianista veronese Alberto Nosé si è preso a cuore la sorte degli strumenti a tastiera dimenticati e negletti del sesto e ultimo figlio maschio del grande Johann Sebastian, pubblicando per conto della Naxos l’intera op. 17, le Six Keyboard Sonatas (Amsterdam 1779).
Si tratta di opere strutturate in due o tre tempi che rivelano in maniera inequivocabile il talento di un Bach già maturo (morirà tre anni dopo), in grado di scrivere sonate molto gradevoli e assolutamente non banali - qui sta il difficile - con una grande economia di mezzi, che le rendeva accessibili anche a musicisti non molto dotati. E non di rado in uno stile in cui usa una più marcata accentuazione della cantabilità, rispetto ad altri suoi lavori, usando spunti dai connotati anche romantici, sostenuti con preziosità timbriche totalmente nuove. La sua produzione, del resto, fu quella che conobbe maggior fortuna.
Come sempre, Nosé ci offre una vera e propria lezione, accarezzando con graziosa delicatezza anche i dettagli più frivoli della scrittura di Bach junior, ma senza mai perdersi in insulse melensaggini cui indulgono spesso taluni super-virtuosi della tastiera quando decidono di vestire panni più umani, abbandonando per un attimo la loro onnipossente muscolarità. In altre parole, Nosé prende sul serio ogni sonata, sforzandosi di coglierne lo spirito e regalandoci un ascolto più profondo e serio di quanto si potrebbe supporre da musica come questa.
Il suo pianoforte è perfettamente indicato per questo genere di musica e possiede un suono dolce e delicato. L’incisione è avvenuta alla Potton Hall a Westleton nella contea di Suffolk (Inghilterra).
Gianni Villani L'Arena (August 20, 2009)