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| Suona Nosè, Chopin è un incanto |
Il primo Concerto ha visto il pianista veronese magnifico interprete
Vicenza. “Il suono dell'Olimpico” dopo il violino offre il pianoforte come protagonista solistico autorevole per dialogare assieme all'orchestra. Ecco allora nella prima parte di serata - sabato - l'esecuzione del Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 op.11 in Mi minore di Chopin. Una pagina di superba bellezza e difficoltà tecnica con cui ogni interprete deve misurarsi. Alberto Nosè affronta la prova e ne esce vittorioso.
Si capisce quanto ami Chopin, come vi riversi la propria espressività libera e fantastica e quanto lo colori di eleganza, nitidezza e chiarezza. Il primo Concerto - in verità il compositore polacco scrisse per primo il Concerto che verrà numerato come secondo- è un continuo susseguirsi di temi melodici affascinanti, di armonie meravigliose e il pianoforte diviene l'alter-ego della personalità dell'autore. Alberto Nosè sa ricreare il suono immaginifico, tanto caro alla sensibilità romantica e l'intera esecuzione è un abbraccio con il sogno e il canto puro. Dopo l'incipit maestoso dell'Allegro, in cui l'esposizione tematica è un coming-out di incandescente e virile creatività, sboccia la centrale romanza di belcantistica ispirazione. E Nosè varia registro, passando dalla brillante caratura iniziale, al registro soffuso, ai timbri morbidi e delicati in cui la tastiera supera l'insito procedimento meccanico per diventare lirica bellezza.
L'orchestra c'è, a parlare con Chopin, e l'Oto con il ritorno sul podio del suo direttore principale Giancarlo De Lorenzo trova modo di interloquire con giusto garbo , anche se troppo caricate ci sono parse le dinamiche giocate sui “molto forte”' nei tempi più mossi. La strumentazione prevede naturalmente la partitura orchestrale ma il re assoluto rimane qui il pianoforte che, per merito di Nosè, è diventato un'altra orchestra. Il ventottenne pianista di Villafranca di Verona è perfettamente a suo agio con questo Concerto di Chopin che rimane una delle pagine più celebri e amate dal pubblico e che egli ora porterà ai primi di giugno nel New Mexico.
La sua interpretazione, ricca di sfumature e sempre equilibrata, anche nei passaggi più virtuosistici, è stata salutata dal tributo calorosissimo del pubblico. E Nosè ha ringraziato con generosità regalando un Granados di splendida articolazione timbrica (dalle Goyescas) e un Notturno chopiniano. |
| Eva Purelli Il Giornale di Vicenza (May 28, 2007) |
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