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| Che gioiello le variazioni di Schumann secondo Nosè |
E’ un bel problema quando si vuole suonare gli Studi sinfonici, uno dei più intrepidi capolavori di Schumann, decidere se tenersi alle dieci variazioni dell'edizione corrente, oppure se inserire le cinque variazioni, presenti nel manoscritto del 1835, ma poi non comprese dall'autore nella pubblicazione: inserirle vuol dire frenare e manomettere il poderoso slancio unitario della composizione, ma ignorandole ci si priva di alcune pagine fuori dal comune e tipiche come poche altre del genio pianistico schumanniano.
Se si suonano bisogna saper mediare, sentirle come una parentesi di fantasticheria, fra la quarta e la quinta variazione della serie normale, e quindi riprendere il volo verso l'esplosione di un Finale che risolve in trionfo vitalistico una composizione partita come una marcia funebre: così riesce a fare Alberto Nosè, uno dei nostri pianisti più interessanti e maturi della nuova generazione, che ha appena inciso il capolavoro di Schumann, assieme alla suite Romeo e Giulietta di Prokofiev, in un cd Nascor N502.
Tra l'altro proprio in quelle variazioni pubblicate postume, quasi ad accreditare la sua scelta, Nosè tira fuori tutte le sue qualità di tocco e poesia musicale, per presentarle in tutta la loro originalità e bellezza; gioielli di freschezza, improvvisazioni segrete, specie l'ultima, con il suo paesaggio fatato e cristallino. |
| Giorgio Pestelli La Stampa - Torino (January 23, 2007) |
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